GUIDA AGEVOLAZIONI EDILIZIE

Nuova RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE:
LE AGEVOLAZIONI FISCALI
aggiornamento MAGGIO 2014
IVA AGEVOLATA
aggiornamento marzo 2016
50% - 36% - 65%
ACQUISTO BOX
MOBILI E GRANDI
ELETTRODOMESTICI
ACQUISTO IMMOBILI
RISTRUTTURATI
Gli aggiornamenti più recenti
 proroga della maggiore detrazione Irpef
 agevolazione per i condomìni minimi
 agevolazione per l’acquisto di mobili ed
elettrodomestici
 maggiore detrazione (Irpef e Ires) per gli
interventi su edifici in zone sismiche ad alta
pericolosità
 detrazione Irpef per acquisti di immobili
ristrutturati
BONIFICO
Direzione Centrale Gestione Tributi
Settore Adempimenti Dichiarativi
Ufficio Comunicazione multimediale e internet
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RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE:
LE AGEVOLAZIONI FISCALI
INDICE
INTRODUZIONE .................................................................................................... 2
1. LA DETRAZIONE IRPEF PER LE SPESE DI RISTRUTTURAZIONE ...................................... 4
>> Chi può fruire della detrazione ............................................................................... 5
>> Per quali lavori spettano le agevolazioni .................................................................. 6
>> Acquisto box: quando spetta l’agevolazione ........................................................... 11
>> Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione ......................................... 12
>> Come si può perdere la detrazione ....................................................................... 15
>> Se cambia il possesso ........................................................................................ 16
>> Cumulabilità con la detrazione Irpef per il risparmio energetico ................................ 17
>> Detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici ................................. 17
2. L’IVA SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE ............................................................. 20
>> Agevolazione per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria ............................ 20
>> Iva agevolata per lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione ........ 21
3. LA DETRAZIONE PER GLI ACQUIRENTI E GLI ASSEGNATARI DI IMMOBILI RISTRUTTURATI .... 22
>> Condizioni richieste per fruire dell’agevolazione ...................................................... 23
4. LA DETRAZIONE IRPEF DEL 19% DEGLI INTERESSI PASSIVI SUI MUTUI ............................ 24
>> In cosa consiste ................................................................................................ 24
>> Condizioni richieste per ottenere la detrazione ....................................................... 24
5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF ............................. 26
>> Interventi sulle singole unità abitative .................................................................. 26
>> Interventi sulle parti condominiali ........................................................................ 29
6. PER SAPERNE DI PIÙ ...................................................................................... 33
aggiornamento marzo 2016
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
INTRODUZIONE
La detrazione fiscale delle spese per interventi di ristrutturazione
edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico
delle imposte sui redditi).
Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione è stata resa permanente dal
decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili
dall’Irpef.
La detrazione è pari al 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo
delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.
Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto
legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro
l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio.
Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti
successivi. Da ultimo, la legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015)
ha prorogato al 31 dicembre 2016 la possibilità di usufruire della maggiore
detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per
unità immobiliare.
Dal 1° gennaio 2017 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il
limite di 48.000 euro per unità immobiliare.
La legge di stabilità 2016 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l’acquisto di
mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni),
finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.
Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno
2013 al 31 dicembre 2016.
A prescindere dalla somma spesa per i lavori di ristrutturazione, la detrazione va
calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in
10 quote annuali di pari importo.
Infine, fino al 31 dicembre 2016 è prevista una detrazione più elevata per le spese
sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si
trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad
attività produttive.
La detrazione è pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre
2016.
L’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare
l’importo di 96.000 euro.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
Tra le principali regole e i vari adempimenti che negli ultimi anni hanno subito
modifiche si segnalano, infine:
 l’abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro
operativo di Pescara
 l’obbligo da parte di banche e Poste di operare una ritenuta dell’8% sui bonifici,
come acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori
 l’eliminazione dell’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera
distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori
 la facoltà riconosciuta al venditore, nel caso in cui l’unità immobiliare sulla quale
sono stati eseguiti i lavori sia ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo di
godimento della detrazione, di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni
non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica)
dell’immobile
 l’obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l’importo detraibile in 10 quote
annuali; dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la
possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali
 l’estensione dell’agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al
ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato
dichiarato lo stato di emergenza.
La presente guida intende fornire le indicazioni utili per richiedere correttamente il
beneficio fiscale, illustrando modalità e adempimenti.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
1. LA DETRAZIONE IRPEF PER LE SPESE DI RISTRUTTURAZIONE
È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone
fisiche) una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le
abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel
territorio dello Stato.
In particolare, i contribuenti possono usufruire delle seguenti
detrazioni:
 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31
dicembre 2016, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità
immobiliare
 36%, con il limite massimo di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme
che saranno spese dal 1° gennaio 2017.
L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il
criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e
che hanno diritto alla detrazione.
Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori
iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si
deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto
all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione
non ha superato il limite complessivo previsto.
Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti
promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la
detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio compete con
riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del
condominio.
In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui
imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al
condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti
dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme
eccedenti l’imposta.
ESEMPIO
Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef (trattenuta dal sostituto d’imposta,
o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell’anno in questione ammonta a
1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere
recuperata in alcun modo.
L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso, né può essere
conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
LA RIPARTIZIONE DELLA DETRAZIONE
La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in
cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
Per le spese effettuate entro il 31 dicembre 2011, i contribuenti di età non inferiore a
75 e 80 anni possono ripartire la detrazione, rispettivamente, in cinque o tre rate
annuali di pari importo.
È necessario, però, essere proprietari o titolari di altro diritto reale sull’unità
abitativa oggetto di intervento. Non può beneficiare di tale ripartizione, per esempio,
l’inquilino.
Questa diversa modalità di ripartizione non è più prevista dal 1° gennaio 2012.
>> Chi può fruire della detrazione
Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti
assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel
territorio dello Stato.
L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di
diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne
sostengono le relative spese:
 proprietari o nudi proprietari
 titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
 locatari o comodatari
 soci di cooperative divise e indivise
 imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o
merce
 soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata
(società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi
equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori
individuali.
Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore
dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati
bonifici e fatture.
In questo caso, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le
abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare
che usufruisce della detrazione.
Sono definiti familiari, ai sensi dell’art. 5 del Testo unico delle imposte sui redditi, il
coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.
Inoltre, con circolare n. 20/2011 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel caso in
cui la fattura e il bonifico siano intestati a un solo comproprietario ma le spese di
ristrutturazione siano state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
soggetto che non risulti indicato nei predetti documenti, a condizione che nella
fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta.
Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente
dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:
 è stato immesso nel possesso dell’immobile
 esegue gli interventi a proprio carico
 è stato registrato il compromesso.
Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile,
limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.
>> Per quali lavori spettano le agevolazioni
I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta
l’agevolazione fiscale sono i seguenti.
A. Gli interventi indicati alle lett. a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001
(Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). Si
tratta degli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria,
restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le
parti comuni degli edifici residenziali.
B. Quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001. In
particolare, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione
straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo, per i lavori di
ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di
qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
Gli interventi di manutenzione ordinaria (vedi l’apposito paragrafo) sono quindi ammessi
all’agevolazione solo se riguardano parti comuni di edifici residenziali.
C. Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato
a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie
indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo stato
di emergenza (per questi interventi la detrazione è stata introdotta dal Dl n. 201/2011).
D. Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali,
anche a proprietà comune.
E. I lavori finalizzati
 all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e
montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno
all’abitazione)
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
 alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la
robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire
la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di
handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare
interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in
relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la
comunicazione e la mobilità interna ed esterna.
Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva
voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia,
sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a
determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%.
F. Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del
compimento di atti illeciti da parte di terzi.
Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto,
aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la
lesione di diritti giuridicamente protetti).
In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per
realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il
contratto stipulato con un istituto di vigilanza.
A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:
 rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli
edifici
 apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
 porte blindate o rinforzate
 apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
 installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
 apposizione di saracinesche
 tapparelle metalliche con bloccaggi
 vetri antisfondamento
 casseforti a muro
 fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
 apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.
G. Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento
dell’inquinamento acustico.
H. Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare
riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di
energia. Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione di un impianto
fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della
fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione
dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato
per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di
illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso
sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.
Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie
propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento
di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.
I. Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo
all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere
realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati
strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono
essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.
Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della documentazione
obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché
per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta
documentazione.
L. Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli
infortuni domestici.
Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice
acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di
meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli
immobili (per esempio, non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a
spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas).
L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti
insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la
riparazione di una presa malfunzionante).
Tra le opere agevolabili rientrano:
 l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti
 il montaggio di vetri anti-infortunio
 l’installazione del corrimano.
MISURE ANTISISMICHE IN ZONE AD ALTA PERICOLOSITÀ
Fino al 31 dicembre 2016, è prevista una maggiore detrazione per le spese
sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche, le cui procedure di
autorizzazione sono state attivate a partire dal 4 agosto 2013 (data di entrata in
vigore della legge n. 90/2013), su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta
pericolosità.
In particolare, è riconosciuta una detrazione pari al 65% delle spese effettuate dal 4
agosto 2013 al 31 dicembre 2016.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
La detrazione, da calcolare su un importo complessivo massimo di 96.000 euro per
unità immobiliare (e da ripartire in dieci quote annuali di pari importo), può essere
fruita da soggetti passivi Irpef e Ires, sempre che:
 le spese siano rimaste a loro carico
 possiedano o detengano l’immobile in base a un titolo idoneo (diritto di proprietà
o altro diritto reale, contratto di locazione, o altro diritto personale di
godimento).
Inoltre, l’agevolazione può essere richiesta se:
 l’intervento è effettuato su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad
attività produttive
 l’immobile si trova in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), i cui criteri
di identificazione sono stati fissati con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.
Per costruzioni adibite ad attività produttive si intendono le unita immobiliari in cui si
svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o
non commerciali.
ALTRE SPESE AMMESSE ALL’AGEVOLAZIONE
Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è
possibile considerare anche:
 le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
 le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
 le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge
46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge
1083/71)
 le spese per l’acquisto dei materiali
 il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
 le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
 l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le
concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori
 gli oneri di urbanizzazione
 gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi
nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi
agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).
Non possono invece ritenersi comprese tra quelle oggetto della detrazione le spese
di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli
interventi di recupero edilizio.
MANUTENZIONE ORDINARIA
Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione solo quando
riguardano le parti comuni. La detrazione spetta ad ogni condomino in base alla
quota millesimale.
Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3
del Codice civile.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
Tra queste: il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i
lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti
dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del
portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera.
Gli stessi interventi, eseguiti sulle proprietà private o sulle loro pertinenze (garage,
cantine, soffitte), non danno diritto ad alcuna agevolazione.
Sono esempi di interventi di manutenzione ordinaria: le opere di riparazione,
rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare
o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di
pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed
esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la
verniciatura delle porte dei garage.
Se queste opere fanno parte di un intervento più vasto, come la demolizione di
tramezzature, la realizzazione di nuove mura divisorie e lo spostamento dei servizi,
l’insieme delle stesse è comunque ammesso al beneficio delle detrazioni fiscali.
MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Dopo le modifiche introdotte dal Dl n. 133/2014 al Testo unico in materia edilizia,
sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche
necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per
realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non
vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino
mutamenti delle destinazioni d’uso.
Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli consistenti nel
frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere,
anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari
nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria
complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.
Esempi di manutenzione straordinaria:
• installazione di ascensori e scale di sicurezza
• realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
• sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di
materiale o tipologia di infisso
• rifacimento di scale e rampe
• interventi finalizzati al risparmio energetico
• recinzione dell’area privata
• costruzione di scale interne.
RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO
Sono compresi in questa tipologia gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e
assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso
compatibili.
Esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo:
• interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado
• adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
• apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare
un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del
tutto o in parte diverso dal precedente.
Esempi di ristrutturazione edilizia:
• demolizione e fedele ricostruzione dell’immobile
• modifica della facciata
• realizzazione di una mansarda o di un balcone
• trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
• apertura di nuove porte e finestre
• costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.
Riguardo agli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio della
detrazione fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, tra l’altro, che:
 per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in
quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”
 se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con
ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la
parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova
costruzione”.
Questi stessi criteri si applicano anche agli interventi di ampliamento previsti in
attuazione del cosiddetto Piano Casa (Ris. Agenzia delle Entrate n. 4/E del 2011).
>> Acquisto box: quando spetta l’agevolazione
Oltre che per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse e posti auto,
possono usufruire della detrazione d’imposta anche gli acquirenti di box o posti auto
pertinenziali già realizzati.
La detrazione per l’acquisto del box spetta limitatamente alle spese sostenute per la
sua realizzazione e sempre che le stesse siano dimostrate da apposita attestazione
rilasciata dal venditore.
Condizione essenziale per usufruire dell’agevolazione è, comunque, la sussistenza
del vincolo pertinenziale tra l’abitazione e il box.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
CASI PARTICOLARI
Nel caso in cui l’atto definitivo di acquisto sia stipulato successivamente al
versamento di eventuali acconti, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in
relazione ai pagamenti effettuati con bonifico bancario o postale, la detrazione
d’imposta spetta solo se è stato regolarmente registrato un compromesso di vendita
dal quale risulti la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’edificio abitativo e il box.
Se manca un preliminare di acquisto registrato, eventuali pagamenti effettuati con
bonifico prima dell’atto notarile non sono ammessi in detrazione. In questo caso,
infatti, al momento del pagamento non è ancora riscontrabile l’effettiva sussistenza
del vincolo pertinenziale richiesto dalla norma.
Tale condizione può essere considerata comunque realizzata nell’ipotesi particolare
in cui il bonifico viene effettuato nello stesso giorno in cui si stipula l’atto, ma in un
orario antecedente a quello della stipula stessa (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate
n. 7/E del 13 gennaio 2011).
Per gli acquisti contemporanei di casa e box con unico atto notarile, indicante il vincolo di
pertinenza del box con la casa, l’acquirente può usufruire della detrazione sulle spese di
realizzazione del medesimo, se specificamente documentate.
>> Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione
Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione
sono stati, negli ultimi anni, semplificati e ridotti.
In particolare, dal 14 maggio 2011 è stato soppresso l’obbligo dell’invio della
comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle
Entrate e quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella
fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.
E’ sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi
dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione
dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della
detrazione.
Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.
In particolare, oltre ai documenti indicati più avanti (comunicazione all’Asl, fatture e
ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento), il
contribuente deve essere in possesso di:
 domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
 ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), se dovuta
 delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su
parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese
 dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per
gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
 abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione
alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la
normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto
di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi
realizzati rientrano tra quelli agevolabili.
Condomìni minimi
I condomìni che, non avendone l’obbligo, non hanno nominato un amministratore e non
possiedono un codice fiscale, possono ugualmente beneficiare della detrazione per i lavori
di ristrutturazione delle parti comuni.
Con la circolare n. 3/E del 2 marzo 2016, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:
 il pagamento deve essere sempre effettuato mediante l’apposito bonifico
bancario/postale (sul quale è operata la ritenuta d’acconto da parte di banche o
Posta)
 in assenza del codice fiscale del condominio, i contribuenti possono inserire nei
modelli di dichiarazione le spese sostenute riportando il codice fiscale del condomino
che ha effettuato il bonifico.
Il contribuente dovrà dimostrare, in sede di controllo, che gli interventi sono stati
effettuati su parti comuni dell’edificio. Se per la presentazione della dichiarazione si
rivolge a un Caf o a un intermediario abilitato, è tenuto ad esibire, oltre alla
documentazione generalmente richiesta, un’autocertificazione che attesti i lavori
effettuati e che indichi i dati catastali degli immobili del condominio.
COMUNICAZIONE ALL’AZIENDA SANITARIA LOCALE
Deve essere inviata all’Azienda sanitaria locale competente per territorio una
comunicazione (con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione) con
le seguenti informazioni:
 generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi
 natura dell’intervento da realizzare
 dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di
responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti
dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione
 data di inizio dell’intervento di recupero.
La comunicazione non deve essere effettuata in tutti i casi in cui i decreti legislativi
relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica
preliminare all’Asl.
PAGAMENTO MEDIANTE BONIFICO
Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico
bancario o postale, da cui risultino:
 causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr
917/1986)
 codice fiscale del beneficiario della detrazione
 codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
CAUSALE

Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista
dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986
Pagamento fattura n. ___ del ______ a favore di _______________
partita Iva _________________
Beneficiario della detrazione _________ codice fiscale______________

…………………………………………………………………………………………………………
Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di
urbanizzazione, diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio
lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono
essere pagate con altre modalità.
Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa, e tutti intendono fruire della
detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone
interessate al beneficio fiscale.
Se il bonifico contiene l’indicazione del codice fiscale del solo soggetto che fino al 13
maggio 2011 era obbligato a presentare il modulo di comunicazione al Centro
operativo di Pescara, gli altri aventi diritto, per ottenere la detrazione, devono
riportare in un apposito spazio della dichiarazione dei redditi il codice fiscale indicato
sul bonifico.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del
condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che
effettua il pagamento.
Se l’ordinante del bonifico è una persona diversa da quella indicata nella disposizione di
pagamento quale beneficiario della detrazione, in presenza di tutte le altre condizioni
previste dalla norma, la detrazione deve essere fruita da quest’ultimo (circolare
dell’Agenzia delle Entrate n. 17/E del 24 aprile 2015).
Ritenuta sui bonifici
Al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa devono operare
una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che
effettua i lavori.
Dal 1° gennaio 2015 la ritenuta è pari all’8%.
Con la circolare n. 40 del 28 luglio 2010 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le
istruzioni operative in merito all’applicazione di questo adempimento.
Con riferimento alle spese sostenute in favore dei Comuni, se il contribuente paga
con bonifico, pur non essendo tenuto a tale forma di versamento, deve indicare nella
motivazione del pagamento il Comune, come soggetto beneficiario e la causale del
versamento (per esempio, oneri di urbanizzazione, Tosap, eccetera).
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
In questo modo, la banca o Poste Spa non codificano il versamento come importo
soggetto a ritenuta (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 3/E del 4 gennaio
2011).
SPESE PAGATE TRAMITE FINANZIAMENTO
Se i lavori sono stati pagati da una società finanziaria che ha concesso un
finanziamento al contribuente, quest’ultimo potrà ugualmente richiedere
l’agevolazione, in presenza degli altri presupposti, a condizione che:
 la società che concede il finanziamento paghi l’impresa che ha eseguito i lavori
con bonifico bancario o postale da cui risultino tutti i dati previsti dalla legge
(causale del versamento con indicazione degli estremi della norma agevolativa,
codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento, numero
di partita Iva del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato)
 il contribuente sia in possesso della ricevuta del bonifico effettuato dalla società
finanziaria al fornitore della prestazione.
Ai fini della detrazione, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di
effettuazione del bonifico da parte della finanziaria.
ALTRI DOCUMENTI DA CONSERVARE
I contribuenti interessati devono conservare, oltre alla ricevuta del bonifico, le
fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori
di ristrutturazione.
Questi documenti, che devono essere intestati alle persone che fruiscono della
detrazione, potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano
le loro dichiarazioni dei redditi.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di
tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata
dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti
gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini
della detrazione.
>> Come si può perdere la detrazione
La detrazione non è riconosciuta, e l’importo eventualmente fruito viene recuperato
dagli uffici, quando:
 non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se
obbligatoria
 il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato
effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste (causale del
versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione, numero di partita Iva
o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato)
 non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
 non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa da
quella che richiede la detrazione
 le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie
comunali
 sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative
agli obblighi contributivi. Per queste violazioni il contribuente non decade dal
diritto all’agevolazione se è in possesso della dichiarazione di osservanza delle
suddette disposizioni resa dalla ditta esecutrice dei lavori (ai sensi del Dpr 28
dicembre 2000, n. 445).
>> Se cambia il possesso
Se l’immobile sul quale è stato eseguito l’intervento di recupero edilizio è venduto
prima che sia trascorso l’intero periodo per fruire dell’agevolazione, il diritto alla
detrazione delle quote non utilizzate è trasferito, salvo diverso accordo delle parti,
all’acquirente dell’unità immobiliare (se persona fisica).
In sostanza, in caso di vendita e, più in generale, di trasferimento per atto tra vivi, il
venditore ha la possibilità di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non
ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile.
Tuttavia, in assenza di specifiche indicazioni nell’atto di compravendita, il beneficio
viene automaticamente trasferito all’acquirente dell’immobile.
In caso di decesso dell’avente diritto, la detrazione non fruita in tutto o in parte è
trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta, esclusivamente all’erede o agli eredi che
conservano la “detenzione materiale e diretta dell’immobile”.
La condizione della detenzione del bene deve sussistere non soltanto per l’anno di
accettazione dell’eredità ma anche per ciascun anno per il quale si vuole fruire delle
residue rate di detrazione.
Se, per esempio, l’erede che deteneva direttamente l’immobile ereditato
successivamente concede in comodato o in locazione l’immobile stesso, non potrà
fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui non ha più la
detenzione materiale e diretta del bene.
Potrà beneficiare delle eventuali rate residue di competenza degli anni successivi al
termine del contratto di comodato o di locazione (circolare dell’Agenzia delle Entrate n.
17/E del 24 aprile 2015).
Trasferimento dell’inquilino o del comodatario
La cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venire meno il diritto alla
detrazione in capo all’inquilino o al comodatario che hanno eseguito gli interventi oggetto
della detrazione, i quali continueranno quindi a fruirne fino alla conclusione del periodo di
godimento.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
>> Cumulabilità con la detrazione Irpef per il risparmio energetico
La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con
l’agevolazione fiscale (detrazione del 65%) prevista per i medesimi interventi dalle
disposizioni finalizzate al risparmio energetico.
Pertanto, nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni
previste per il risparmio energetico che in quelle previste per le ristrutturazioni
edilizie, il contribuente potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o
dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in
relazione a ciascuna di esse.
Tutte le informazioni sulle agevolazioni previste per il contenimento della spesa
energetica, gli interventi per i quali sono concesse, le condizioni e le modalità per
usufruirne, sono illustrate nell’apposita guida realizzata dall’Agenzia delle Entrate -“Le
Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”- consultabile sul sito internet
(www.agenziaentrate.gov.it).
>> Detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici
Il decreto legge n. 63/2013 ha introdotto una detrazione dall’Irpef del 50% per
l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, di classe non inferiore alla A+ (A per
i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.
La legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015) ha prorogato questa
detrazione fino al 31 dicembre 2016.
Quando si può avere
Il principale presupposto per avere la detrazione è la realizzazione di un intervento
di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su
parti comuni di edifici residenziali (guardiole, appartamento del portiere, lavatoi, ecc.).
Le spese per tali interventi devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012.
Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali, i condòmini hanno diritto alla
detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad
arredare le stesse. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano beni per arredare il
proprio immobile.
Gli interventi edilizi che consentono di richiedere la detrazione sono quelli:
 di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di
ristrutturazione edilizia, effettuati sia sulle parti comuni di edificio residenziale sia
sulle singole unità immobiliari residenziali
 di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
 necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di
eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie precedenti e a
condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza
 di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti
interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare
e da cooperative edilizie che entro sei mesi dal termine dei lavori vendono o
assegnano l’immobile.
Per usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, è
inoltre indispensabile che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono
sostenute le spese.
Non è necessario, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di
quelle per l’arredo dell’abitazione.
La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative,
dalla comunicazione preventiva all’Asl, quando la stessa è obbligatoria, da dichiarazione
sostitutiva di atto di notorietà, per lavori per i quali non sono necessarie comunicazioni o
titoli abitativi.
Per quali acquisti
La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016
per l’acquisto di:
 mobili nuovi (tra questi, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli,
sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi
di illuminazione). E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il
parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo
 grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i
forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Per
gli elettrodomestici che ne sono sprovvisti, l’acquisto è agevolato solo se per essi
non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano nei grandi
elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici,
lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche,
forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici,
ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di
montaggio dei beni acquistati.
L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono
destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento
edilizio.
Importo detraibile
La detrazione spettante, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari
importo, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro (riferito,
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi
elettrodomestici).
Questo limite riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o
la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.
Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà
diritto più volte al beneficio.
Pagamento e documenti da conservare
Come previsto per i lavori di ristrutturazione, per avere la detrazione sugli acquisti di
mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifici bancari
o postali, sui quali va indicato:
 la causale del versamento (è quella attualmente utilizzata da banche e Poste Spa
per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione)
 il codice fiscale del beneficiario della detrazione
 il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il
bonifico è effettuato.
Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e
di montaggio dei beni.
E’ consentito effettuare il pagamento anche mediante carte di credito o carte di debito. In
questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte
del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto
corrente del titolare stesso.
Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o
altri mezzi di pagamento.
Il contribuente deve conservare, inoltre:
 la documentazione attestante il pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di
avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito,
documentazione di addebito sul conto corrente)
 le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei
beni e dei servizi acquisiti.
A differenza di quanto previsto per la detrazione dei lavori di ristrutturazione, le spese
per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sostenute da un contribuente deceduto
non possono essere portate in detrazione, per le quote non ancora fruite, dall’erede,
anche quando quest’ultimo conserva la detenzione materiale e diretta dell’immobile.
In sostanza, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte dal contribuente deceduto non
si trasferisce agli eredi per i rimanenti periodi d’imposta (circolare dell’Agenzia delle
Entrate n. 17/E del 24 aprile 2015).
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
2. L’IVA SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE
>> Agevolazione per lavori di manutenzione ordinaria
e straordinaria
Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione,
ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali, è
previsto un regime agevolato, che consiste nell’applicazione dell’Iva
ridotta al 10%.
Le cessioni di beni restano assoggettate all’aliquota Iva ridotta, invece, solo se la
relativa fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto.
Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo, l’aliquota ridotta si
applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione
considerato al netto del valore dei beni stessi.
Tale limite di valore deve essere individuato sottraendo dall’importo complessivo
della prestazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente, il
valore dei beni significativi.
I beni significativi sono stati espressamente individuati dal decreto 29 dicembre
1999.
Si tratta di:
 ascensori e montacarichi
 infissi esterni e interni
 caldaie
 video citofoni
 apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
 sanitari e rubinetteria da bagni
 impianti di sicurezza.
Su questi beni significativi, quindi, l’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla
differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.
ESEMPIO
Costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui:
a) per prestazione lavorativa 4.000 euro
b) costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari) 6.000 euro.
Su questi 6.000 euro di beni significativi, l’Iva al 10% si applica solo su 4.000 euro, cioè
sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello degli stessi beni
significativi (10.000 - 6.000 = 4.000). Sul valore residuo (2.000 euro) l’Iva si applica
nella misura ordinaria del 22%.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
Non si può applicare l’Iva agevolata al 10%:
 ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori
 ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente
 alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi
finalizzati al recupero edilizio
 alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei
lavori. In tal caso, la ditta subappaltatrice deve fatturare con l’aliquota Iva
ordinaria del 22% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la
prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo.
>> Iva agevolata per lavori di restauro, risanamento conservativo e
ristrutturazione
Per tutti gli altri interventi di recupero edilizio è sempre prevista, senza alcuna data
di scadenza, l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%.
Si tratta, in particolare:
A. delle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera relativi alla
realizzazione degli interventi di
 restauro
 risanamento conservativo
 ristrutturazione
B. dell’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la
realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di
ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d) del Testo Unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr 6
giugno 2001, n. 380.
L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale
a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria
individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).
L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei
lavori, sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
3. LA DETRAZIONE PER GLI ACQUIRENTI E GLI ASSEGNATARI DI
IMMOBILI RISTRUTTURATI
È prevista una detrazione Irpef anche per gli acquisti di fabbricati, a
uso abitativo, ristrutturati.
In particolare, la detrazione si applica nel caso di interventi di
ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di
costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie
che provvedono, entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori, alla
successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
ATTENZIONE
Anche questa detrazione è stata elevata dal 36 al 50% quando le spese per l’acquisto
dell’immobile sono sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre
2016 e spetta entro l’importo massimo di 96.000 euro (invece che 48.000 euro).
Dal 2017, infine, la detrazione ritornerà alla misura ordinaria del 36% su un importo
massimo di 48.000 euro.
L’acquirente o l’assegnatario dell’immobile dovrà comunque calcolare la detrazione
(del 50 o 36%), indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un
importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione
dell’abitazione.
ESEMPIO
Il 21 dicembre 2015 un contribuente acquista un’abitazione al prezzo di 200.000 euro.
Il costo forfetario di ristrutturazione (25% di 200.000 euro) è di 50.000 euro. La
detrazione (50% di 50.000 euro) sarà pari a 25.000 euro.
La detrazione deve essere sempre ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Il limite massimo di spesa ammissibile (48.000 o 96.000 euro) deve essere riferito
alla singola unità abitativa e non al numero di persone che partecipano alla spesa.
Di conseguenza, questo importo va suddiviso tra tutti i soggetti aventi diritto
all’agevolazione.
La detrazione si applica quando sono stati effettuati interventi di restauro e
risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui alle lettere c) e d) del
comma 1 dell’art. 3 del Dpr 380/2001.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
INTERVENTI DI RESTAURO
E RISANAMENTO CONSERVATIVO
INTERVENTI
DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
sono quelli fatti per la conservazione
dell’edificio e per assicurarne la funzionalità
(per esempio, consolidamento, ripristino e
rinnovo degli elementi costitutivi
dell’edificio, inserimento di elementi
accessori e di impianti necessari)
sono quelli volti a trasformare un edificio
mediante un insieme sistematico di opere
che possono portare a un organismo
edilizio in tutto o in parte diverso dal
precedente
>> Condizioni richieste per fruire dell’agevolazione
La detrazione Irpef si applica alle seguenti condizioni:
 l’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa deve avvenire 18 mesi
 l’immobile acquistato o assegnato deve far parte di un edificio sul quale sono
stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di
ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio. L’agevolazione trova
applicazione, pertanto, a condizione che gli interventi edilizi riguardino l’intero
fabbricato (e non solo una parte di esso, anche se rilevante)
 il termine “immobile” deve essere inteso come singola unità immobiliare e
l’agevolazione non è legata alla cessione o assegnazione delle altre unità
immobiliari, costituenti l’intero fabbricato, così che ciascun acquirente può
beneficiare della detrazione con il proprio acquisto o assegnazione.
ATTENZIONE
In caso di stipula del compromesso, per fruire della detrazione occorre che il rogito
avvenga entro i termini previsti.
Per fruire dell’agevolazione non è necessario effettuare i pagamenti mediante
bonifico.
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
4. LA DETRAZIONE IRPEF DEL 19% DEGLI INTERESSI PASSIVI SUI
MUTUI
>> In cosa consiste
I contribuenti che intraprendono la ristrutturazione e/o la
costruzione della loro casa di abitazione principale, possono
detrarre dall’Irpef, nella misura del 19%, gli interessi passivi e i
relativi oneri accessori pagati sui mutui ipotecari, per costruzione
e ristrutturazione dell’unità immobiliare, stipulati con soggetti residenti nel territorio
dello Stato o di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero con stabili
organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.
L’importo massimo sul quale va calcolata la detrazione del 19% è pari a 2.582,28
euro complessivi per ciascun anno d’imposta.
Per costruzione e ristrutturazione si intendono tutti gli interventi realizzati in
conformità al provvedimento comunale che autorizzi una nuova costruzione,
compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, comma 1, lett. d),
della legge 5 agosto 1978, n.457 (ora trasfuso nell’articolo 3 del Testo Unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr 6
giugno 2001, n. 380).
Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente e/o i suoi
familiari dimorano abitualmente.
A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l’autocertificazione, con la
quale il contribuente può attestare anche che dimora abitualmente in luogo diverso
da quello indicato nei registri anagrafici.
>> Condizioni richieste per ottenere la detrazione
Per usufruire della detrazione in questione è necessario che siano rispettate le
seguenti condizioni:
 il mutuo deve essere stipulato nei sei mesi antecedenti la data di inizio dei lavori
di costruzione o nei diciotto mesi successivi
 l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine
dei lavori di costruzione
 il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso
dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.
La detrazione è limitata all’ammontare degli interessi passivi riguardanti l’importo
del mutuo effettivamente utilizzato in ciascun anno per la costruzione dell’immobile.
La detrazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi passivi relativi ai
mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’abitazione principale soltanto per tutto il
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
periodo di durata dei lavori di costruzione dell’unità immobiliare, nonché per il
periodo di sei mesi successivi al termine dei lavori stessi.
Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a
quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale.
Non si tiene conto delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro.
La mancata destinazione ad abitazione principale dell’unità immobiliare entro sei
mesi dalla conclusione dei lavori di costruzione della stessa comporta la perdita del
diritto alla detrazione.
In tal caso, il termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi da parte
dell’Agenzia delle Entrate decorre dalla data di conclusione dei lavori di costruzione.
La detrazione non spetta se i lavori di costruzione dell’unità immobiliare da adibire
ad abitazione principale non sono ultimati entro il termine stabilito dal
provvedimento amministrativo che ha consentito la costruzione dell’immobile stesso
(salva la possibilità di proroga). In tal caso, è da questa data che inizia a decorrere il
termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi.
Il diritto alla detrazione non viene meno se per ritardi imputabili esclusivamente
all’Amministrazione comunale, nel rilascio delle abilitazioni amministrative richieste
dalla vigente legislazione edilizia, i lavori di costruzione non sono iniziati nei sei mesi
antecedenti o nei diciotto mesi successivi alla data di stipula del contratto di mutuo o
i termini previsti nel precedente periodo non sono rispettati.
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE
IRPEF
Ecco un elenco esemplificativo di interventi ammissibili a fruire della
detrazione Irpef. In ogni caso, deve essere verificata la conformità alle
normative edilizie locali.
>> Interventi sulle singole unità abitative
INTERVENTI MODALITÀ’
Accorpamenti di
locali o di altre unità
immobiliari
Spostamento di alcuni locali da una unità immobiliare ad altra o anche unione di
due unità immobiliari con opere esterne
Allargamento porte
Con demolizioni di modesta entità, realizzazione di chiusure o aperture interne
che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e
dell’edificio
Allargamento porte e
finestre esterne
Con demolizioni di modeste proporzioni di muratura
Allarme finestre
esterne
Installazione, sostituzione dell’impianto o riparazione con innovazioni
Ampliamento con
formazione di volumi
tecnici
Demolizione e/o costruzione (scale, vano ascensore, locale caldaia, ecc.) con
opere interne ed esterne
Apertura interna
Apertura vano porta per unire due unità immobiliari o altri locali con opere
interne o apertura sul pianerottolo interno
Ascensore
Nuova installazione o sostituzione di quello preesistente (esterno o interno) con
altro avente caratteri essenziali diversi, oppure per adeguamento L. 13/89
Balconi
Rifacimento con altro avente caratteri diversi (materiali, finiture e colori) da
quelli preesistenti e nuova costruzione
Barriere
architettoniche
Eliminazione
Box auto
Nuova costruzione
(Detraibile, purché reso pertinenziale di una unità immobiliare)
Cablatura degli
edifici
Opere finalizzate alla cablatura degli edifici, a condizione che interconnettano
tutte le unità immobiliari residenziali
Caldaia Sostituzione o riparazione con innovazioni
Caloriferi e
condizionatori
Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di
singoli elementi
(Detraibile nelle singole unità immobiliari se si tratta di opere finalizzate al
risparmio energetico)
Installazione di macchinari esterni
Cancelli esterni
Nuova realizzazione o sostituzione con altri aventi caratteristiche
diverse(materiali, dimensioni e colori) da quelle preesistenti
Canna fumaria
Nuova costruzione interna o esterna o rifacimento modificando i caratteri
preesistenti
Cantine
Effettuazione di suddivisioni interne con demolizioni e ricostruzioni tavolati
Opere esterne con modifiche delle caratteristiche delle pareti, porte e finestre
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
INTERVENTI MODALITÀ’
Centrale idrica
Riparazioni varie con modifiche distributive interne o esterne
Nuova costruzione (volume tecnico) nell’ambito di un’operazione di
manutenzione straordinaria, di un restauro o di una ristrutturazione
Centrale termica
Riparazioni varie interne ed esterne, conservando le caratteristiche (materiali,
sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti (opere murarie)
Con modifiche distributive interne
Con modifiche esterne (sagoma, materiali e colori nuova costruzione (volume
tecnico) nell’ambito di un’operazione di manutenzione straordinaria, di un
restauro o di una ristrutturazione
Citofoni,
videocitofoni e
telecamere
Sostituzione o nuova installazione con le opere murarie occorrenti
Contenimento
dell’inquinamento
acustico
Opere finalizzate al contenimento realizzate anche in assenza di opere edilizie
propriamente dette
(Detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)
Cornicioni
Nuova formazione o rifacimento con caratteristiche diverse da quelle
preesistenti
Davanzali finestre e
balconi
Nuova realizzazione o sostituzione di quelli preesistenti con altri aventi
caratteristiche diverse (materiali, finiture e colori)
Facciata
Rifacimento, anche parziale, modificando materiali e/o colori (o anche solo i
colori)
Finestra
Nuova apertura o modifica di quelle preesistenti
Sostituzione con finestre di sagoma, materiale e colori diversi
Fognatura
Nuova costruzione o rifacimento con dimensioni e/o percorso diversi da quello
preesistente, con opere interne o esterne (dal limite della proprietà fino alla
fognatura pubblica)
Garage
Riparazioni varie e sostituzioni di parti con caratteristiche diverse da quelle
preesistenti
Nuova costruzione
(Detraibile, se reso pertinenziale ad una unità immobiliare)
Gradini scale Sostituzione gradini interni e esterni, modificando la forma, le dimensioni oi
materiali preesistenti
Grondaie Nuova installazione o sostituzione con modifiche della situazione preesistente
Impianto di
riscaldamento
autonomo interno
(purché conforme al
DM 37/2008 - ex
legge 46/90)
Nuovo impianto, senza opere edilizie
Nuovo impianto con opere edilizie esterne (canna fumaria e/o altre opere
interne o esterne) per riscaldamento o ventilazione
Riparazioni con ammodernamenti e/o innovazioni
Impianto elettrico Sostituzione dell’impianto o integrazione per messa a norma
Impianto idraulico Sostituzione o riparazione con innovazioni rispetto al preesistente
Inferriata fissa
Sostituzione con innovazioni rispetto alla situazione preesistente
Nuova installazione con o senza opere esterne
Infissi esterni
Nuova installazione o sostituzione con altri aventi sagoma, materiali o colori
diversi (solo se riguarda l’intera facciata)
Interruttore
differenziale
Sostituzione o riparazione con innovazioni
Intonaci esterni
facciata
Intonaci e tinteggiatura esterna con modifiche a materiali e/o colori
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
INTERVENTI MODALITÀ’
Lastrico solare Rifacimento con materiali diversi rispetto a quelli preesistenti
Locale caldaia
Riparazioni murarie varie con modifiche rispetto alla situazione preesistente
Nuova formazione (volume tecnico) o esecuzione di interventi esterni che
modificano materiali-finiture-colori
Lucernari
Nuova formazione o sostituzione con altri aventi caratteri (sagoma e
colori)diversi da quelli preesistenti
Mansarda
Modifiche interne ed esterne con opere edilizie, senza modificarne la
destinazione d’uso
Marciapiede Nuova realizzazione su suolo privato
Messa a norma degli
edifici
Interventi di messa a norma degli edifici (Detraibile, purché compresa nelle
categorie di cui all’art. 1 L. 449/97 e siano presentate le certificazioni di
legge)
Montacarichi
Nuova installazione e sostituzione di quello preesistente con altro avente
caratteristiche (materiali e colori) diverse da quelle preesistenti
Muri di cinta
Realizzazione e sostituzione con modificazioni rispetto alla situazione
preesistente
Muri esterni di
contenimento
Nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in altra parte esterna o nello
stesso luogo, ma modificando dimensioni, sagoma, materiali e colori
Muri interni Nuova costruzione o demolizione e ricostruzione in altra parte interna
Parapetti e balconi
Rifacimento o sostituzione con altri aventi caratteri diversi da quelli
preesistenti
Parete esterna Rifacimento anche parziale modificando materiali e colori (o anche solo i colori)
Parete interna Nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in altra parte interna
Pavimentazione
esterna
Nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente modificando la
superficie e i materiali
Pensilina protezione
autovetture
Sostituzione di quella preesistente con altra avente caratteristiche (materiali e
colori) diverse da quelle preesistenti
Persiana Nuova installazione o sostituzione con altra avente sagoma, materiale e colori diversi
Pianerottolo Riparazione struttura con dimensioni e materiali diversi da quelli preesistenti
Piscina Rifacimento modificando caratteri preesistenti
Porta blindata
esterna
Nuova installazione o sostituzione con altre aventi sagoma o colori diversi
Porta blindata
interna
Nuova installazione
Porta-finestra
Nuova installazione o sostituzione con altra avente sagoma e colori diversi
Trasformazione da finestra a porta finestra
Porte esterne Nuova installazione o sostituzione con altre aventi sagome o colori diversi e viceversa
Recinzioni
Realizzazione di nuova recinzione o sostituzione di quella preesistente con altra
avente caratteristiche diverse
Ricostruzione Demolizione e fedele ricostruzione di edifici
Risparmio energetico
Opere finalizzate al risparmio energetico, realizzate anche in assenza di opere
edilizie propriamente dette
(detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)
Sanitari
Sostituzione di impianti (la sostituzione degli apparecchi sanitari è detraibile
solo se integrata o correlata a interventi maggiori per i quali spetta
l’agevolazione)
Realizzazione di servizio igienico interno
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
INTERVENTI MODALITÀ’
Saracinesca
Nuova installazione di qualsiasi tipo o sostituzione di quella preesistente con
innovazioni
Scala esterna
Nuova installazione, rifacimento e sostituzione con altra di caratteri (pendenza,
posizione, dimensioni materiali e colori) diversi dai preesistenti
Scala interna
Nuova installazione, rifacimento e sostituzione con altra, modificando pendenza
e posizione rispetto a quella preesistente
Serramenti esterni
Nuova installazione o sostituzione con altri aventi finiture e colori diversi dai
precedenti
Sicurezza statica Opere finalizzate alla sicurezza statica ed antisismica
Solaio
Sostituzione dei solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti
Sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote
Adeguamento dell’altezza dei solai,
Soppalco Innovazioni rispetto alla struttura preesistente o nuova costruzione
Sottotetto
Riparazione modificando la posizione preesistente; sostituzione apparecchi
sanitari, innovazioni con caratteristiche diverse da quelle preesistenti
Modifiche interne ed esterne con varie opere edilizie senza modificarne la
destinazione d’uso
Formazione di una unità immobiliare abitabile nel sottotetto mediante
l’esecuzione di opere edilizie varie
(Detraibile purché già compreso nel volume)
Strada asfaltata
privata
Per accesso alla proprietà
Tegole Sostituzione con altre di materiale e/o forma diverse da quelle preesistenti
Terrazzi
Rifacimento completo con caratteristiche diverse da quelle preesistenti
(dimensioni o piano)
Tetto
Sostituzione dell’intera copertura
Modifica della pendenza delle falde con o senza aumento di volume
Tinteggiatura esterna Rifacimento modificando materiali e/o colori
Travi (tetto)
Sostituzioni con modifiche
Sostituzione totale per formazione nuovo tetto
Veranda
Innovazioni rispetto alla situazione precedente
Nuova costruzione con demolizione del muro che dà sul balcone creando
aumento di superficie lorda di pavimento
Trasformazione di balcone in veranda
Vespaio Rifacimento
Zoccolo esterno
facciata
Sostituzione con altro avente caratteri essenziali diversi
>> Interventi sulle parti condominiali
INTERVENTI MODALITÀ’
Aerosabbiatura Su facciata
Allargamento porte
interne
Con demolizioni di modesta entità
Allarme (impianto)
Riparazione senza innovazioni
Riparazione con sostituzione di alcuni elementi
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
INTERVENTI MODALITÀ’
Androne Rifacimento conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti
Antenna Antenna comune in sostituzione delle antenne private
Balconi
Riparazioni parti murarie (frontalini, cielo), sostituzione di parapetti e ringhiere
conservando caratteristiche (materiali, sagome e colori) uguali
Box
Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni
uguali a quelle preesistenti
Caldaia
Riparazione senza innovazioni
Riparazione con sostituzione di alcuni elementi
Caloriferi e
condizionatori
Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di singoli
elementi
Cancelli esterni
Riparazione o sostituzione cancelli o portoni, conservando caratteristiche
(sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Canna fumaria
Riparazione o rifacimento, interno ed esterno conservando caratteristiche
(materiali, sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Cantine
Riparazione conservando caratteristiche (materiali e colori) uguali a quelle
preesistenti
Centrale idrica
Riparazioni varie interne ed esterne, conservando caratteristiche (materiali,
sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Centrale termica
Riparazioni varie interne ed esterne, conservando caratteristiche (materiali,
sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Cornicioni
Rifacimento o sostituzione conservando i caratteri essenziali preesistenti
(materiali, dimensioni)
Davanzali finestre e
balconi
Riparazione o sostituzione conservando i caratteri essenziali preesistenti
Facciata
Piccola apertura per sfiatatoio gas, rifacimento, anche completo, con materiali
e colori uguali a quelli preesistenti
Finestra Sostituzione senza modifica della tipologia di infissi
Fognatura
Riparazione o sostituzione della canalizzazione fognaria, fino al limite della
proprietà del fabbricato
Garage
Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni
uguali a quelle preesistenti
Gradini scale Sostituzione con gradini uguali a quelli preesistenti, interni e esterni
Grondaie Riparazione o sostituzione senza modifiche della situazione preesistente
Impianto di
riscaldamento
(purché conforme
al DM 37/2008 - ex L.
46/90)
Riparazione dell’impianto senza innovazioni, riparazione con ammodernamenti
e/o innovazioni
Impianto elettrico Sostituzione dell’impianto o integrazione per messa a norma
Impianto idraulico Riparazione senza innovazioni o sostituzioni
Inferriata fissa Sostituzione di quelle preesistenti senza modificare la sagoma e/o i colori
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
INTERVENTI MODALITÀ’
Infissi esterni
Riparazione o sostituzione, conservando la sagoma, i materiali e i colori uguali a
quelli preesistenti
Infissi interni Sostituzione con altri infissi conservando le caratteristiche preesistenti
Interruttore
differenziale
Riparazione senza innovazioni o riparazione con sostituzione di alcuni elementi
Intonaci esterni
facciata
Intonaci e tinteggiatura esterna conservando materiali e colori uguali a quelli
preesistenti
Intonaci interni Intonaci e tinteggiatura interna senza limitazioni di materiale e colori
Lastrico solare Rifacimento conservando materiali uguali a quelli preesistenti
Locale caldaia Riparazioni murarie varie conservando le suddivisioni interne preesistenti
Lucernari
Sostituzione con altri aventi gli stessi caratteri (sagoma e colori) di quelli
preesistenti
Marciapiede su suolo
privato
Rifacimento come preesistente
Montacarichi (interni
ed esterni)
Riparazione conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti
Muri di cinta Riparazione conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti
Muri esterni di
contenimento
Riparazione o rifacimento con materiali e sagoma uguali a quelli preesistenti
Muri interni
Riparazione o rifacimento conservando la stessa posizione, anche con materiali
diversi
Parapetti e balconi
Riparazione o rinforzo della struttura conservando caratteri uguali a quelli
preesistenti
Parcheggi
Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni
uguali a quelle preesistenti
Parete esterna Rifacimento, anche completo, con materiali e colori uguali a quelli preesistenti
Parete interna
Riparazione o rifacimento conservando la stessa posizione, anche con materiali
diversi
Pavimentazione
esterna
Rifacimento con dimensioni e materiali uguali a quelli preesistenti
Pavimentazione
interna
Riparazioni senza innovazioni
Pensilina protezione
autovetture
Rifacimento conservando sagoma e colori preesistenti
Persiana Sostituzione conservando le caratteristiche preesistenti (sagoma e colori)
Pianerottolo
Riparazione struttura conservando dimensioni e materiali uguali a quelli
preesistenti (interno ed esterno)
Piscina
Riparazione e rinforzo di strutture, conservando le caratteristiche (materiali,
sagoma e colori) preesistenti
Porta blindata
esterna
Sostituzione conservando sagome e colori preesistenti
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
INTERVENTI MODALITÀ’
Porta-finestra Sostituzione con altra avente gli stessi caratteri essenziali
Porte esterne Sostituzione conservando sagome e colori preesistenti
Porte interne Riparazione, conservando materiali, colori, dimensioni
Recinzioni
Riparazione e sostituzione conservando caratteristiche (sagoma, materiali e
colori) preesistenti
Sanitari
Riparazione apparecchi sanitari e opere edilizie varie (tubazioni, piastrelle,
ecc.)
Saracinesca
Sostituzione con altra purché vengano conservati dimensioni e colori uguali a
quelli preesistenti
Scala esterna
Riparazione conservando pendenza, posizione, sagoma, colori e materiali uguali
ai preesistenti
Scala interna
Riparazione e sostituzione conservando pendenza sagoma e posizioni
preesistenti
Serramenti esterni Sostituzione con altri aventi le stesse caratteristiche
Serramenti interni Riparazioni, conservando materiali caratteristiche e colori preesistenti
Solaio Sostituzione dei solai di copertura con materiali uguali a quelli preesistenti
Tegole Sostituzione con altre uguali a quelle preesistenti
Terrazzi
Riparazione delle pavimentazioni, rifacimento o sostituzione conservando le
caratteristiche preesistenti (dimensioni e piano)
Tetto
Riparazione con sostituzione di parte della struttura e dei materiali di
copertura, conservando le caratteristiche preesistenti
Tinteggiatura esterna Rifacimento conservando materiali e colori preesistenti
Tinteggiatura interna Rifacimento senza limitazioni per materiali e colori
Tramezzi
Sostituzione tramezzi interni, senza alterazione della tipologia dell’unità
immobiliare
Travi (tetto)
Sostituzione con altre aventi materiali, dimensioni e posizione uguali a quelle
preesistenti
Veranda Rifacimento parziale conservando i caratteri essenziali
Zoccolo esterno facciata Rifacimento conservando i caratteri essenziali
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
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ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
6. PER SAPERNE DI PIÙ
 Legge 27 dicembre 1997, n. 449
 Regolamento 18 febbraio 1998, n. 41 (come modificato dal
decreto n. 153/2002)
 Regolamento Ministero delle Finanze 30 luglio 1999 n. 311
 Legge 23 dicembre 1999, n. 488
 Decreto del Ministero delle Finanze 29 dicembre 1999
 Legge 23 dicembre 2000, n. 388
 Legge 28 dicembre 2001, n. 448
 Legge 27 dicembre 2002, n. 289
 Legge 1° agosto 2003, n. 200
 Legge 24 dicembre 2003, n. 350
 Legge 27 febbraio 2004, n. 47
 Legge 23 dicembre 2005, n. 266
 Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 17 marzo 2006 di
approvazione del modello di comunicazione inizio lavori
 Decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 (convertito con modificazioni nella legge 4
agosto 2006, n. 248)
 Legge 27 dicembre 2006, n. 296
 Legge 24 dicembre 2007, n. 244
 Legge 23 dicembre 2009, n. 191
 Decreto legge 31 maggio 2010, n. 78
 Legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011)
 Decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 (convertito con modificazioni dalla legge
12 luglio 2011, n. 106)
 Decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito, con modificazioni, dalla legge 15
luglio 2011, n. 111)
 Legge 14 settembre 2011, n. 148
 Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011
 Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214)
 Decreto legge 22 giugno 2012, n. 83 (convertito, con modificazioni, dalla legge
7 agosto 2012, n. 134)
 Decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (convertito, con modificazioni, dalla legge 3
agosto 2013, n. 90)
 Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014)
 Decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 (convertito, con modificazioni, dalla
legge 11 novembre 2014, n. 164)
 Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015)
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